Blog di una giovane insegnante con la passione per il proprio lavoro: la scuola.

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martedì 11 novembre 2014

Il castigo ai bambini: è utile oppure no?

Buonasera a tutti,
girovagando tra i vari gruppi sull'insegnamento di facebook riesco sempre a trovare (oltre alle  idee bellissime da applicare in classe) spunti "critici"da appioppare a voi, poveri malcapitati su questo blog :-) ahahah oggi si parla di rapporto genitori-insegnanti.

Castigo per il bambino: devo scrivere 100 volte di non alzarmi durante la lezione
Reazione del genitore: "Succede ancora, succede nel 2014 e succede in Italia. Voi cosa ne pensate? Quali sono le vostre esperienze con le punizioni scolastiche?! Io inorridisco al solo pensiero, e non lo farei mai svolgere ai miei figli." cit. (gruppo controscuola)


Quando succedono questi fatti ci si immagina subito il povero patatino tenerino costretto ore e ore sulla scrivania, chino alla sola luce di una flebile candela, con la mano tremolante e un principio di tunnel carpale, intento a scrivere questo orrendo e retrogrado castigo.


A parte gli scherzi, tutto deve essere dosato.
Ci sono genitori che pensano di essere degli insegnanti-educatori solo grazie a qualche nozione di pedagogia generale presa qui e là su qualche rivista da neo-mamma, e ci sono insegnanti che, dopo essersi diplomati con scarsi risultati al magistrale nel '22 hanno pensato bene di non seguire nemmeno più un corso di aggiornamento e di mantenere gli stessi metodi ante-guerra usati dai loro genitori.

Inoltre bisogna sapere che a scuola i bambini non adottano gli stessi comportamenti che usano in casa: sociologia cap.1: a contesti sociali diversi corrispondono ruoli diversi;
RUOLO=INSIEME DI REGOLE SOCIALI E COMPORTAMENTI/ATTEGGIAMENTI

Ci sono alunni affettuosi, altri un po' lenti ma teneri, altri comici e altri TERRIBILI: si ci sono i bambini terribili e, cari genitori, nell'80% dei casi la causa di questa "terribilaggine" è da ricercare nell'ambiente familiare.

Come sempre uso toni forti e scherzosi per raccontare della realtà della scuola italiana che è ben diversa da quello che la società si immagina: oggi, con le poche regole date a casa, ci ritroviamo con in classe bambini che sfidano continuamente l'insegnante o, anche senza sfidare apertamente, fanno finta di non ascoltare le 1437 prediche della maestra di "stai seduto e ascolta la lezione".
Non si può conoscere la serie di motivazioni che hanno portato questa insegnante a dare un castigo del genere, ma il genitore DEVE SEMPRE FAR VEDERE DI ESSERE CON L'INSEGNANTE e non CONTRO!

 
Qui non si parla di "tappare le ali al pensiero divergente e creativo del piccolo fanciullo";
qui si parla di 
-rispetto della persona adulta, perchè alzarsi dopo un rimprovero significa sminuire al massimo l'autorevolezza di una delle figure di riferimento dell'educazione e mancare quindi di rispetto;
- rispetto dei COMPAGNI: tutti questi rimproveri portano a perdite di tempo inimmaginabili per chi dentro scuola non ci entra dal diploma, e questo toglie tempo all'apprendimentodi tutti gli altri;
- "sicurezza", che è la cosa più importante. Quando si parla di scuola si deve pensare a classi con 22-23 bambini di 7-8 anni, con 22-23 banchi dotati di spigoli, lavagne antiquate con piedistalli-pronti-a-farti-inciampare, matite cadute migliori per farti scivolare della classica banana ecc. A parte la classica frase  "certo che se tutti si alzassero", pensiamo un attimo a una dinamica che può facilmente (si spera non tanto) accadere in classe:
 Giorgio, dopo l'ennesimo rimprovero si alza per mandare un bigliettino alla bambina due banchi dietro di lui;l'insegnante lo richiama e, preso in fallo, si gira di scatto per tornare velocemente al banco: morale della favola? Giorgio inciampa nelle scarpe slacciate e prende di punta lo spigolo del banco con la tempia.  =
INSEGNANTE IN GALERA, o costretta a risarcire una montagna di soldi che non riuscirà a guadagnare nemmeno in una vita intera.

Conclusione: gli insegnanti si devono tutelare e, se per farlo, devono ricorrere a metodi oggettivamente antiquati per classi oggettivamente ingestibili, ben venga; riscrivere e ripensare al fatto accaduto farà solo che un gran bene per lo sviluppo di un serio livello psicologico-introspettivo. 

Alla prossima

Teacher Maia

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