Blog di una giovane insegnante con la passione per il proprio lavoro: la scuola.

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domenica 12 ottobre 2014

A chi spetta il compito di portare l'alunno non autonomo in bagno?

Buona Domenica a tutti,

girovagando per i vari gruppi di insegnanti su facebook (insegnanti di sostegno, sos sostegno ecc.) ho pensato di scrivere questo breve post a proposito di un argomento posto da un'insegnante, che ha suscitato non poche polemiche: a chi spetta portare in bagno il bambino a scuola se questo non è autonomo?

Beh, la questione non è così semplice: di regola l'insegnante non è tenuto a portare il bambino in bagno e, nel caso in cui si sporcasse, non siamo tenuti a cambiarlo (da contratto); in questo caso dovrebbe essere presente un'assistente all'autonomia o un collaboratore scolastico con la precisa responsabilità (individuata anche a livello di stipendio) di portare il bambino in bagno. Almeno questa dovrebbe essere la regola.
Come in tutte le cose, però, serve sempre una buona dose di buon senso: se siamo da soli e il bambino se la fa addosso, cosa fate, lo lasciate sporco mentre andate a cercare un qualsiasi assistente disposto a farlo al posto vostro (e che magari non ha mai visto quel bambino).
Direi di no. Anche perchè, pensate a come potrebbe sentirsi quel bambino, magari già umiliato e triste per l'accaduto.

Questo è il primo pensiero che mi è venuto in mente.

Poi però un'altra insegnante ha commentato dicendo: ma se il bambino se la fa addosso dal logopedista o da qualsiasi altro terapista, voi pensate che si mette a cambiarlo? Non credo proprio, non è il suo lavoro.

Questo commento secondo me ha colpito il segno, non solo di questa questione: noi insegnanti di sostegno andiamo sempre incontro a moltissime difficoltà nel far capire il nostro ruolo nella scuola, sia ai genitori che ai colleghi. Molte volte ci prendono per assistenti, altre per baby sitter; dobbiamo improvvisarci psicologi, fisioterapisti, logopedisti, psicoterapeuti per i genitori, ogni tanto insegnanti (quando capita;-)), senza essere pronti per farlo.
Noi siamo INSEGNANTI, nient'altro, ricordiamocelo bene.

Per far capire questo è necessario porre dei limiti e farli notare a chi ci sta intorno: non è questione di essere schizzinosi, nè altezzosi; non ci si vuole mettere su uno scalino più  alto rispetto ai bidelli, agli assistenti ecc( anche perchè, non so da voi, ma noi lasciamo che i bambini chiamino gli assistenti MAESTRA tanto quanto noi; facciamo questo proprio per non evidenziare differenze che comunque esistono: svolgiamo lavori totalmente differenti). Non voglio che passi il messaggio :ah io sono maestra e queste cose non le faccio; anzi, se devo fare certe cose (pulire bava, muco e qualsiasi altra cosa) mi rimbocco le maniche e lo faccio, ma tutti devono sapere che sto facendo qualcosa in più, per il bene del bambino, per la mia passione per il mio lavoro. Ma nulla più.

RICORDATE, POTETE ESSERE VOCATI PER QUESTO LAVORO, ma sarà sempre un LAVORO.
Le altre persone lo devono capire.

Vi lascio il link alla normativa, suggeritomi da una collega nei commenti qui sotto:

Normativa assistenza alunni disabili


So che è un argomento che può dividere le persone,
fatemi sapere voi cosa ne pensate.

A presto
Teacher Maia

4 commenti:

  1. Condivido quanto dici e rincaro la dose; mettiamo che sia possibile, involontariamente, far male al bambino o che possiamo farci male mentre svolgiamo un'attività che non è nelle nostre mansioni. Cosa succederebbe? Saremmo coperte da assicurazione o infortunio? Visto che c'è così rigore nell'ambito della sicurezza varrebbe la pena girare il quesito ad un ASPP.
    P.S. Io chiamerei un genitore perchè provveda al cambio, ho sempre fatto così sia con bambini abili che disabili ovviamente senza che il bambino si sentisse umiliato o giudicato.

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    1. Brava, e poi pensa ai bambini che devono essere imboccati. In quel caso serve per forza l'assistente o il collaboratore scolastico: se mai soffoca mentre lo stava imboccando l'insegnante?
      In questo paese è così, e credo non solo qui: finchè va tutto bene se ti fai valere vieni mal giudicato, ma il giorno che succede qualcosa scatta la ricerca del responsabile.

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  2. Sono d'accordo. Mi trovo in questa situazione ed é difficile farlo capire dapprima alle colleghe, che lo ritengono un nostro compito senza pensare che in realtá siamo amche noi nsegnanti di classe e nessuna si mette a pulire 26 bambini, ed in seguito a collaboratori e altri. Vi mando la nota legislativa Nota Ministeriale - Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca 30 novembre 2001

    "Assistenza di base agli alunni in situazione di handicap"

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