Blog di una maestra con la passione per il proprio lavoro!

Benvenuti in questo blog dove si parlerà di tutto quello che ruota attorno al mondo della scuola: DSA, cooperative learning, sostegno, rapporti tra genitori e insegnanti ecc.
Inserirò anche delle schede didattiche e risorse che ho creato (e soprattutto sto creando) per il mio lavoro quotidiano, in modo che possano essere utili anche a voi!

Se volete suggerire temi, fare domande o parlare di qualsiasi cosa vi interessi, lasciate pure un commento sotto ai post o scrivetemi a maestramaia88@gmail.com!
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domenica 27 settembre 2015

Rapporto genitori e insegnanti

Sono tornata a far video...

scusate la lunga assenza ma, come avrete capito, io faccio video soltanto quando sento davvero qualcosa di importante da dire e condividere con voi. Non faccio video soltanto per aumentare le visualizzazioni.

Oggi si parlerà di rapporto tra insegnanti e genitori e il video è dedicato a entrambe le parti: perchè a volte si incontrano così tante difficoltà?
Sono davvero tutti i genitori completamente dalla parte dei figli?
Come comportarsi quando l'insegnante comunica al genitore che il figlio potrebbe avere delle difficoltà di apprendimento?

Fatemi sapere il vostro pensiero nei commenti... a presto!



https://youtu.be/dX8bA1DbjXg


Vi lascio il link a un vecchio post e video in cui parlo di argomenti simili... alla prossima!

http://teacher-maia-didatticainpillole.blogspot.it/2013/08/ciao-tutti-in-questo-nuovo-video-del.html

Teacher Maia

domenica 18 gennaio 2015

La valutazione a scuola- tra osservazione e verifiche oggettive

Buongiorno a voi,

oggi parlerò di un tema che interessa un po' tutti gli insegnanti, di tutte le materie e di tutti gli ordini di scuola:
 LA VALUTAZIONE.

valutazione scolastica
Proprio in questi giorni migliaia di studenti di tutte le età sono alle prese con verifiche e interrogazioni a raffica fatte poco prima degli scrutini e, quindi, della fine del quadrimestre.
Sorvolando sulla questione: ma dei bambini non possono fare troppe verifiche in un giorno bla bla bla, vorrei parlare del momento della valutazione in sè, soprattutto per quel che riguarda i bambini speciali;

Sì,Sì, ho detto davvero che questo post è per TUTTI gli insegnanti perchè, come BEN DOVRESTE sapere, l'alunno con difficoltà non è solo questione dell'insegnante di sostegno, ma di TUTTO IL TEAM DOCENTE, quindi potete tranquillamente continuare a leggere :-)

Come ben abbiamo studiato in diverse sedi a livello teorico, la valutazione oggettiva in toto è impossibile e non adeguata ma, ovviamente, la lettura del pensiero non è ancora una realtà quindi ci dobbiamo adeguare, ma:

se pensiamo a quanto possa essere inadeguata una verifica o un'interrogazione andata male per un bambino "senza difficoltà evidenti", immaginiamo quanto può essere poco adeguata per un bambino con difficoltà medie o gravi, che non svolge in autonomia nessun compito, che ha bisogno dell'aiuto continuo dell'insegnante, che non parla o non può muoversi o che detesta la scuola e, nel vedere una scheda, si arrampica sui lampadari.

Ecco perchè si parla di osservazione e di valutazione in itinere: per tutti gli alunni non possiamo solo affidarci a quello che ci raccontano i resoconti delle prove scritte o orali, ma dobbiamo guardare più in là:
-all'impegno,
-alla costanza,
-alle difficoltà presenti a scuola e a casa,
e a mille altri fattori a volte invisibili.

Nel sostegno la valutazione è più elastica proprio per la presenza di programmazioni differenziate che ci permettono di creare verifiche ad hoc per il bambino e basate sugli obiettivi individualizzati, ed è proprio sul sostegno dove l'occhio dell'insegnante ricopre la fetta maggiore della valutazione: L'OSSERVAZIONE DEI PROGRESSI DEL BAMBINO è LA MIGLIORE VALUTAZIONE POSSIBILE.

Ecco perchè, almeno nella scuola primaria, noi insegnanti non possiamo più cedere a insistenze di genitori o
valutazione scolastica
quant'altro di "ma come, aveva preso 9 della verifica e sulla pagella ha solo 8, come mai?", oppure " ma Lucia ha preso 9 mentre mio figlio solo 7 e hanno fatto gli stessi errori"; dobbiamo far capire che la valutazione è una delle parti più difficili del nostro lavoro e dobbiamo farla rispettando il più possibile le persone che abbiamo davanti, i nostri alunni, con i loro punti di forza e le loro debolezze.


Anche voi la pensate così o preferite affidarvi completamente al risultato dei test?
Come vi organizzate invece nelle scuole di ordini superiori?

A presto

maestra Maia


martedì 11 novembre 2014

Il castigo ai bambini: è utile oppure no?

Buonasera a tutti,
girovagando tra i vari gruppi sull'insegnamento di facebook riesco sempre a trovare (oltre alle  idee bellissime da applicare in classe) spunti "critici"da appioppare a voi, poveri malcapitati su questo blog :-) ahahah oggi si parla di rapporto genitori-insegnanti.

Castigo per il bambino: devo scrivere 100 volte di non alzarmi durante la lezione
Reazione del genitore: "Succede ancora, succede nel 2014 e succede in Italia. Voi cosa ne pensate? Quali sono le vostre esperienze con le punizioni scolastiche?! Io inorridisco al solo pensiero, e non lo farei mai svolgere ai miei figli." cit. (gruppo controscuola)


Quando succedono questi fatti ci si immagina subito il povero patatino tenerino costretto ore e ore sulla scrivania, chino alla sola luce di una flebile candela, con la mano tremolante e un principio di tunnel carpale, intento a scrivere questo orrendo e retrogrado castigo.


A parte gli scherzi, tutto deve essere dosato.
Ci sono genitori che pensano di essere degli insegnanti-educatori solo grazie a qualche nozione di pedagogia generale presa qui e là su qualche rivista da neo-mamma, e ci sono insegnanti che, dopo essersi diplomati con scarsi risultati al magistrale nel '22 hanno pensato bene di non seguire nemmeno più un corso di aggiornamento e di mantenere gli stessi metodi ante-guerra usati dai loro genitori.

Inoltre bisogna sapere che a scuola i bambini non adottano gli stessi comportamenti che usano in casa: sociologia cap.1: a contesti sociali diversi corrispondono ruoli diversi;
RUOLO=INSIEME DI REGOLE SOCIALI E COMPORTAMENTI/ATTEGGIAMENTI

Ci sono alunni affettuosi, altri un po' lenti ma teneri, altri comici e altri TERRIBILI: si ci sono i bambini terribili e, cari genitori, nell'80% dei casi la causa di questa "terribilaggine" è da ricercare nell'ambiente familiare.

Come sempre uso toni forti e scherzosi per raccontare della realtà della scuola italiana che è ben diversa da quello che la società si immagina: oggi, con le poche regole date a casa, ci ritroviamo con in classe bambini che sfidano continuamente l'insegnante o, anche senza sfidare apertamente, fanno finta di non ascoltare le 1437 prediche della maestra di "stai seduto e ascolta la lezione".
Non si può conoscere la serie di motivazioni che hanno portato questa insegnante a dare un castigo del genere, ma il genitore DEVE SEMPRE FAR VEDERE DI ESSERE CON L'INSEGNANTE e non CONTRO!

 
Qui non si parla di "tappare le ali al pensiero divergente e creativo del piccolo fanciullo";
qui si parla di 
-rispetto della persona adulta, perchè alzarsi dopo un rimprovero significa sminuire al massimo l'autorevolezza di una delle figure di riferimento dell'educazione e mancare quindi di rispetto;
- rispetto dei COMPAGNI: tutti questi rimproveri portano a perdite di tempo inimmaginabili per chi dentro scuola non ci entra dal diploma, e questo toglie tempo all'apprendimentodi tutti gli altri;
- "sicurezza", che è la cosa più importante. Quando si parla di scuola si deve pensare a classi con 22-23 bambini di 7-8 anni, con 22-23 banchi dotati di spigoli, lavagne antiquate con piedistalli-pronti-a-farti-inciampare, matite cadute migliori per farti scivolare della classica banana ecc. A parte la classica frase  "certo che se tutti si alzassero", pensiamo un attimo a una dinamica che può facilmente (si spera non tanto) accadere in classe:
 Giorgio, dopo l'ennesimo rimprovero si alza per mandare un bigliettino alla bambina due banchi dietro di lui;l'insegnante lo richiama e, preso in fallo, si gira di scatto per tornare velocemente al banco: morale della favola? Giorgio inciampa nelle scarpe slacciate e prende di punta lo spigolo del banco con la tempia.  =
INSEGNANTE IN GALERA, o costretta a risarcire una montagna di soldi che non riuscirà a guadagnare nemmeno in una vita intera.

Conclusione: gli insegnanti si devono tutelare e, se per farlo, devono ricorrere a metodi oggettivamente antiquati per classi oggettivamente ingestibili, ben venga; riscrivere e ripensare al fatto accaduto farà solo che un gran bene per lo sviluppo di un serio livello psicologico-introspettivo. 

Alla prossima

Teacher Maia

domenica 12 ottobre 2014

A chi spetta il compito di portare l'alunno non autonomo in bagno?

Buona Domenica a tutti,

girovagando per i vari gruppi di insegnanti su facebook (insegnanti di sostegno, sos sostegno ecc.) ho pensato di scrivere questo breve post a proposito di un argomento posto da un'insegnante, che ha suscitato non poche polemiche: a chi spetta portare in bagno il bambino a scuola se questo non è autonomo?

Beh, la questione non è così semplice: di regola l'insegnante non è tenuto a portare il bambino in bagno e, nel caso in cui si sporcasse, non siamo tenuti a cambiarlo (da contratto); in questo caso dovrebbe essere presente un'assistente all'autonomia o un collaboratore scolastico con la precisa responsabilità (individuata anche a livello di stipendio) di portare il bambino in bagno. Almeno questa dovrebbe essere la regola.
Come in tutte le cose, però, serve sempre una buona dose di buon senso: se siamo da soli e il bambino se la fa addosso, cosa fate, lo lasciate sporco mentre andate a cercare un qualsiasi assistente disposto a farlo al posto vostro (e che magari non ha mai visto quel bambino).
Direi di no. Anche perchè, pensate a come potrebbe sentirsi quel bambino, magari già umiliato e triste per l'accaduto.

Questo è il primo pensiero che mi è venuto in mente.

Poi però un'altra insegnante ha commentato dicendo: ma se il bambino se la fa addosso dal logopedista o da qualsiasi altro terapista, voi pensate che si mette a cambiarlo? Non credo proprio, non è il suo lavoro.

Questo commento secondo me ha colpito il segno, non solo di questa questione: noi insegnanti di sostegno andiamo sempre incontro a moltissime difficoltà nel far capire il nostro ruolo nella scuola, sia ai genitori che ai colleghi. Molte volte ci prendono per assistenti, altre per baby sitter; dobbiamo improvvisarci psicologi, fisioterapisti, logopedisti, psicoterapeuti per i genitori, ogni tanto insegnanti (quando capita;-)), senza essere pronti per farlo.
Noi siamo INSEGNANTI, nient'altro, ricordiamocelo bene.

Per far capire questo è necessario porre dei limiti e farli notare a chi ci sta intorno: non è questione di essere schizzinosi, nè altezzosi; non ci si vuole mettere su uno scalino più  alto rispetto ai bidelli, agli assistenti ecc( anche perchè, non so da voi, ma noi lasciamo che i bambini chiamino gli assistenti MAESTRA tanto quanto noi; facciamo questo proprio per non evidenziare differenze che comunque esistono: svolgiamo lavori totalmente differenti). Non voglio che passi il messaggio :ah io sono maestra e queste cose non le faccio; anzi, se devo fare certe cose (pulire bava, muco e qualsiasi altra cosa) mi rimbocco le maniche e lo faccio, ma tutti devono sapere che sto facendo qualcosa in più, per il bene del bambino, per la mia passione per il mio lavoro. Ma nulla più.

RICORDATE, POTETE ESSERE VOCATI PER QUESTO LAVORO, ma sarà sempre un LAVORO.
Le altre persone lo devono capire.

Vi lascio il link alla normativa, suggeritomi da una collega nei commenti qui sotto:

Normativa assistenza alunni disabili


So che è un argomento che può dividere le persone,
fatemi sapere voi cosa ne pensate.

A presto
Teacher Maia

venerdì 28 marzo 2014

10 cose da non dire alla maestra di tuo figlio

 Ho trovato questo articolo del novembre scorso sulla Repubblica: "10 cose da non dire alla maestra di tuo figlio", scritto in collaborazione con la psicoterapeuta Nicoletta Suppa.
L'articolo prende in considerazione le più comuni occasioni di incomprensione tra genitore e insegnante e fornisce alcuni consigli utili sulla gestione del a-volte-difficile rapporto tra maestri e genitori.
Qui sotto trovate il link:

http://d.repubblica.it/famiglia/2013/11/29/news/le_10_cose_da_non_dire_alla_maestra-1910252/

Teacher Maia

sabato 30 novembre 2013

GLH: Incontro con i genitori.

Insieme alle udienze,

in questo periodo, si stanno concludendo gli incontri con i genitori degli alunni per i quali,
dopo un percorso di certificazione presso ASL e incontri con psicologi e specialisti vari, la scuola
si è attivata per la predisposizione di un PIANO DINAMICO FUNZIONALE (PDF), in collaborazione con la famiglia e gli specialisti che seguono il caso, e un PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO (PEI) creato dalle insegnanti di sostegno e di classe che ruotano intorno al bambino.

Agli incontri (che ad essere sincera non ho capito ancora come si chiamano perchè in ogni scuola prendono nomi diversi : gruppi H, GLO, GLH... ma credo sia quest'ultimo quello corretto) partecipano:
-insegnante di sostegno assegnato alla classe del bambino
-un insegnante curricolare della classe del bambino
-i genitori
-il referente/coordinatore dell'area sostegno della scuola
- il referente dell'ASL che si occupa del caso.

Al GLH di inizio anno i nuovi insegnanti discutono e si informano  delle caratterisctiche generali del bambino, oppure gli insegnanti presentano le loro prime osservazioni di inizio anno; gli specialisti informano dell'andamento e dei progressi durante i vari incontri di psicomotricità, logopedia ecc.
Nell'incontro di fine anno si fa il punto della situazione: se gli interventi hanno avuto successo,
se sono sorte nuove problematiche, dove il bambino è arrivato ecc.

In parole povere

il GLH è il giorno della carrellata dei
NON PUò FARE QUESTO
NON RIESCE A FARE QUESTO
è TROPPO DIFFICILE
NON POTRà RIUSCIRCI
è PEGGIORATO
NON CI SONO STATI MIGLIORAMENTI.

Giusto per dare una ventata di ansia e tristezza ai poveri genitori.

Per la carità
é doveroso informare i genitori dell'andamento del figlio
sia esso positivo o negativo,
ma sicuramente ci sono modi diversi per dirlo!

  Quello che faccio io,
e sicuramente non solo io,
è di finire sempre con un pensiero positivo
sul bambino:
se proprio non troviamo nulla di quello che il bambino ha fatto ultimamente
(il che mi sembra difficile)
almeno concludiamo con una piccola
speranza di miglioramento,

o ricordando gli aspetti positivi e preservati
del bambino:
lasciandoli con un sorriso.

Ricordando sempre che per noi è lavoro
e a fine giornata torniamo a casa dalle nostre vite,

mentre questo è per loro
la vita.

Teacher Maia.

BES, DSA, ADHD..... e tutti gli altri??? "VANNO BENE, POTREBBERO IMPEGNARSI DI PIù PERò..."

Buongiorno a tutti,

dopo mille funghetti, stelline e abeti addobbati da colorare, torno a fare la maestrina seria.

é tempo di udienze.

Ho 25 anni e non ho figli (beh, normale no?)
Quindi, nel rapporto con i genitori dei nostri pulcini,
non posso usare il mio bagaglio di esperienza,
ma solo il mio bagaglio di immaginazione.
"Cosa potrebbe pensare il papà se gli dico così?"
"Come potrebbe sentirsi la mamma se le dico questo?"
Cerco sempre di mettermi nei panni dell'altro e ora, 
è tempo di cambiarne tanti di panni perchè

é tempo di udienze: 

genitori ansiosi, preoccupati per il futuro da campioni dei figli,
battaglie sul primo arrivato e su: "ma quella è di un'altra classe, perchè ci è
passata davanti?!";

genitori adorabili che ascoltano i consigli degli insegnanti,

e mamme e papà immigrati
che con tutta l'umiltà rispondono: "noi siamo venuti per lavorare,
vorremmo un futuro migliore per nostro figlio,
vorremmo che imparasse bene l'italiano perchè vogliamo
che in futuro possa essere felice sentendosi italiano."

Insegnanti arrabbiati, nervosi,
frettolosi e..... incazzati, diciamola tutta: precari,
scatti d'anzianità che non arrivano ecc.
"Diamoci una botta e via, che devo andare a casa 
a finire le polpette;"
"Non stiamo a dilungarci su tutti, due
paroline e a casa."

Tanto, c'è sempre la carta del
"Suo figlio si comporta bene e studia,
MA POTREBBE IMPEGNARSI DI PIù"  

Sì, perchè questa è la frase perfetta per tutti quei bambini che non sono:

-EINSTEIN
- BES
- DSA
- e tutti gli altri ACRONIMI diversi che inventano ogni giorno

Cioè il 70% dei bambini a scuola!

Sì, sono bambini tranquilli,
non disturbano, vanno abbastanza bene ma sempre sul 7,
non sembrano avere problemi di alcun tipo,
a casa sono seguiti ma non troppo...
cosa vuoi dirci a sti genitori?
Dopotutto, abbiamo in coda
-la mamma di Tizio, che sta settimana ha rotto il naso al suo compagno,
-il papà di Caio, che l'altro ieri ha detto le parolacce alla maestra,
-il nuovo compagno della vecchia moglie del cugino del nonno del papà
di non so più chi, neo-papà di Gianni che negli ultimi tempi non studia
più e dimentica quaderni e compiti nelle mille case diverse dove
dorme tutti i giorni.

Ci metteremo già mezz'ora solo per ognuno di questi,
se ci mettiamo a fare i puntigliosi pure
sui genitori degli altri non andiamo più a casa
e le bidelle che vorrebbero anche loro andare a casa a mangiare
ci uccideranno!

 Ma poi penso,
" ma se fossi la mamma di Luca, 
non vorrei sentirmi dire che va bene a scuola,
che è un bambino intelligente e che si vede, anche se rimane nascosto
dalla sua timidezza?"

"E se fossi il papà di Giorgia,
non vorrei sentirmi dire che il suo italiano è
migliorato e che ha diminuito gli errori
di grammatica,
anche se di matematica ha bisogno di 5 minuti
in più per capire?

    Quindi credo anche che la mamma di Olga,
la bambina rumena che vive sola con la mamma, che lavora tutto il
giorno fino a sera tardi,
vorrebbe sentirsi dire che ha fatto un solo piccolo e microscopico
progresso, ma che è riuscita a farlo in completa autonomia
perchè nessuno a casa la aiuta?

Forse dovremmo dosare le parole con tutti,
e ricavare più tempo per gli incontri con i genitori

e ricordarci che a scuola
ogni bambino è un BES
per quanto invisibile o gigantesco
il suo Bisogno Speciale sia.

Teacher Maia.

martedì 3 settembre 2013

"Lettera all'insegnante di sostegno"

La lessi l'anno scorso,

giusto la sera prima di iniziare il mio primo anno come insegnante di sostegno.

La trovate su questo sito www.genitoricontroautismo.org

Inizia la scuola: lettera all'insegnante di sostegnoStampaE-mail
All’insegnante di sostegno, la mamma di un bimbo autistico comincia a pensare già prima che inizi l’estate."Chissà se sarà giovane abbastanza per stare dietro alle sue corse – si chiede mentre lava, stira, prepara la pappa o guarda il proprio bambino mentre dorme -  chissà se avrà la pazienza di comprenderlo nelle sue difficoltà quotidiane. Chissà se avrà quella dedizione che le consentirà di tirar fuori quello che solo l’amore può vedere in certi ‘bimbi speciali’".
 Nonostante le ferie, l’ombra dell’ansia per l’incognita dell’insegnante di sostegno, accompagna ogni mamma in modo costante.
Poi, arriva il momento dell’incontro. Quante speranze, quante aspettative e quanta fiducia in quella figura che entra a far parte della vita della tua creatura. In molti dicono che il futuro di certi bambini, spesso viene segnato dall’incontro di persone in grado di dare la svolta giusta. Così, ti vengono in mente quelle parole e voli con la fantasia pensando che sia proprio quella, che ti ritrovi davanti  il primo giorno di scuola, la persona che cambierà la vita di tuo figlio. Quell’insegnante prende le sembianze di un angelo…un angelo in grado di far volare alto il tuo bambino, di far realizzare i suoi, ma soprattutto i tuoi desideri.
Agli insegnanti di sostegno e non solo a loro, bensì a tutte quelle figure che si alternano nella quotidianità dei bimbi autistici (insegnanti curriculari, operatori, assistenti, etc), sono rivolte le significative parole di Jene Aviram della Natural Learning Concepts. Parole che racchiudono i sentimenti di tante mamme, bisognose di sapere solo che mentre loro sono a lavoro o in casa a fare le faccende domestiche, c’è chi con amore, si sta occupando del proprio bambino in maniera seria, professionale e amorevole.

 <<Provate a ripensare  a quando avevate 6, 8, 10 anni... Ricordate  la vostra maestra? Ricordate come la guardavate? Le sue parole erano per voi oro colato. Ricordate quando non avevate fatto i compiti o quando non stavate attenti? Le sue parole severe vi colpivano al cuore non per quello che significavano in sè, ma perchè voi desideravate disperatamente la sua approvazione.
La scuola finisce poì e si dimenticano quei giorni...ma oggi a  mio figlio è stato  diagnosticato l’autismo e mi ritrovo ad essere quella bambina di 8 anni: ho di nuovo disperatamente bisogno dell'approvazione della maestra, ma questa volta  non per me: per mio figlio!
E’ questo un sentire comune ai genitori dei bambini con autismo. Per cui, se sei un’insegnante.......QUESTO E' PER TE!
Mio figlio ha l'autismo. Non lo nego...lo so! Come potrei?  Lo vivo ogni giorno. Ho altri bambini. I miei amici hanno bambini, conosco la differenza!
Loro fanno delle domande, mio figlio no. Loro giocano insieme, mio figlio no. Loro condividono i loro pensieri...mio figlio non può. Mio figlio è diverso. Ha una sua propria missione da compiere e io sono felice di essere dalla sua parte. Sono entusiasta quando impara qualcosa di nuovo, non importa quanto piccola. Sono orgogliosa quando riesce a fare quello che mai avrei ritenuto possibile. Godo delle sue particolarità...ti prego, gioiscine con me! Per favore, considera i suoi sforzi.
Mio figlio ha molte sfaccettature. Ha debolezze e punti di forza. Ha deficit ed abilità. La gente addita sempre i suoi deficit, ma per favore...unisciti a me nel notare le sue capacità!
Maestra, nei nostri incontri...ti prego...permettimi qualche volta di riconoscere con te le sue qualità positive. Ogni qualvolta tu lo farai...io tornerò a casa come camminando per aria; se non lo farai, guiderò verso casa piangendo.
Mio figlio viene giudicato continuamente. Ti chiedo di non farlo anche tu! Stringiti forte a noi! Uniti faremo bene! Possiamo conquistare il mondo! Aiutami ad infondere sicurezza in mio figlio. Mostragli la sua grandezza. Prova a vedere dalla sua prospettiva, incoraggialo quanto più puoi. Facendolo, tu migliorerai la sua vita e costruirai in lui la fiducia. Lo motiverai e lo ispirerai e lui supererà le tue aspettative. Lui  ti sarà eternamente grato!!"

mercoledì 14 agosto 2013

Rapporto insegnanti e genitori

Ciao a tutti!
In questo nuovo video del mio canale youtube teachermaia parlerò del rapporto tra insegnanti e genitori a scuola.
Spero di dare qualche dritta utile e non prendetemi di certo come una psicologa  o un'esperta nella gestione dei conflitti. Sono solo un'insegnante che se la sente di dare qualche opinione molto terra terra a proposito di una questione molto delicata che così tanto incide sul viver bene e serenamente del bambino a scuola.