Blog di una maestra con la passione per il proprio lavoro!

Benvenuti in questo blog dove si parlerà di tutto quello che ruota attorno al mondo della scuola: DSA, cooperative learning, sostegno, rapporti tra genitori e insegnanti ecc.
Inserirò anche delle schede didattiche e risorse che ho creato (e soprattutto sto creando) per il mio lavoro quotidiano, in modo che possano essere utili anche a voi!

Se volete suggerire temi, fare domande o parlare di qualsiasi cosa vi interessi, lasciate pure un commento sotto ai post o scrivetemi a maestramaia88@gmail.com!
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martedì 25 settembre 2018

Uffizi da toccare - Percorso per non vedenti e ipovedenti

Durante la visita alle Gallerie degli Uffizi di Firenze, mi sono imbattuta in una piacevole scoperta: gli Uffizi da toccare.


Uffizi da toccare

Uffizi da toccare


Un percorso creato ad hoc per non vedenti e ipovedenti, mirato a rendere fruibili per loro alcune delle grandiose opere contenute nel museo.

Cliccando qui troverete il link diretto al percorso sul sito ufficiale degli Uffizi.

Cosa mi è rimasto più impresso della visita agli Uffizi e di questa iniziativa che cerca di rendere fruibile l'arte anche attraverso altri sensi e non solo la vista?
Ovviamente la riproduzione in 3D da toccare della Nascita di Venere di Sandro Botticelli. Gioia per gli occhi... e ora anche per le dita e l'immaginazione!

Nascita di Venere Botticelli

Uffizi da toccare Nascita di Venere Botticelli

Siete mai andati a visitare gli Uffizi di Firenze? In quale sala avete lasciato un pezzetto di cuore?

venerdì 14 settembre 2018

Quale quaderno adottare per italiano in prima? Righe o quadretti?


A ogni inizio della classe prima è sempre la stessa storia che si ripete:
Quale quaderno adottare per italiano in prima?
Usare le righe o i quadretti per imparare a scrivere?



Ogni insegnante ha il suo metodo per insegnare italiano in classe prima: c’è chi è ancora attaccato al globale, i fautori del sillabico/fonologico, fino a chi fonde i diversi approcci.
Allo stesso modo, gli insegnanti si dividono tra chi preferisce l’uso di un quaderno piuttosto dell’altro.
Ci sono diverse opzioni disponibili, ognuna portatrice di vantaggi e svantaggi diversi che è bene soppesare prima di scegliere:

1) Quadretti 0.5 cm.
2) Quadretti da 1 cm.
3) Righe di classe quinta.



1) Con il quadretto piccolo, si spinge il bambino a prestare più attenzione ai dettagli del tratto, lo si indirizza alla forma di una lettera meno grossolana e più avviata al futuro approccio al minuscolo e poi al corsivo. Si usano due quadretti in altezza e uno per la larghezza.
Svantaggio: all’inizio molti bambini potrebbero sentirsi persi, come davanti a un foglio bianco. Orientarsi nello spazio di un foglio pieno di minuscoli quadretti potrebbe risultare difficoltoso per molti, (bisogna destreggiarsi in una cella fatta di righe orizzontali e verticali), quindi per i primi tempi è bene segnare i binari entro cui i bambini dovranno scrivere, magari con colori e non solo righe.

2) Il quadretto grande è un ottimo compromesso tra le altre due opzioni: fornisce già lo spazio entro cui il bambino può operare, sia in altezza che in larghezza.
Svantaggi: per alcuni bambini potrebbero esserci ancora difficoltà nell’orientarsi in una pagina quadrettata. Generalmente si trovano meglio con le righe. Inoltre, le lettere verranno inevitabilmente scritte più grandi e per passare poi alla fase successiva dei nuovi caratteri da imparare, dovranno compiere uno sforzo in più per ridurre le dimensioni.



3) Da ex insegnante di sostegno, io consiglierei l’adozione delle righe di quinta. Semplici, chiare, il binario è già indicato ed è facilmente individuabile da tutti, soprattutto dai bambini che mostrano difficoltà visuo-spaziali.
Svantaggio: il bambino non ha una misura entro cui sviluppare la lettera in orizzontale.
I quadretti inoltre sono propedeutici alla matematica e spingono il bambino a trovare nelle linee orizzontali e verticali dei punti di orientamento, che lo aiuteranno quando dovrà mettere in colonna.

Infine, durante gli esami universitari, ci avevano consigliato di usare un quaderno piccolo per il primo anno. Anche se scomodo per l’insegnante, che deve incollare fotocopie grandi, il movimento della mano del bambino ne trae giovamento, in quanto lo spazio del foglio è proporzionato alla sua statura (per scrivere sulla prima riga in alto del quaderno grande, il bambino deve sforzarsi, a volte inginocchiandosi sulla sedia o alzandosi in piedi).

Come vedete, ci sono pregi e difetti in ciascuna scelta, quindi sta a voi decidere quale è meglio per voi, ma soprattutto meglio per i bambini.



Nella foto qui sopra, per esempio, vedete i quadretti piccoli che sto usando quest’anno, frutto di una scelta comune con le altre colleghe di italiano dell’interclasse. Per ora non mi sto trovando molto bene, però vedremo se i bambini in futuro ne trarranno giovamento.
P.S. non trovate che sia un disegno bellissimo?!

E voi, quale quaderno usate in classe prima per italiano?


mercoledì 20 gennaio 2016

Imparare le tabelline con il metodo analogico di Camillo Bortolato

Rieccomi con un nuovo video!

Questa volta vi mostrerò il testo di Camillo Bortolato: Imparare le tabelline con il metodo analogico. Come dirò nel video, vi assicuro che non ho ricevuto soldi dalla Erickson o dal maestro Bortolato per recensire tutti i suoi libri! Ahahahahah
Il fatto è che amo molto questo metodo e, come insegnante di sostegno, sono sempre alla ricerca di metodo nuovi e innovativi per aiutare i bambini con più difficoltà.



Chi di voi lo usa? Cosa ne pensate?
Lasciate pure commenti qui sotto, sono curiosa di sapere cosa ne pensate!

Qui trovate il link ai video sulla linea del 20 e del 100, sempre dello stesso metodo, e quello sull'apprendimento della lettura:

Linea del 20 e del 100

Primi voli in lettura

A presto,

Teacher Maia

domenica 27 settembre 2015

Rapporto genitori e insegnanti

Sono tornata a far video...

scusate la lunga assenza ma, come avrete capito, io faccio video soltanto quando sento davvero qualcosa di importante da dire e condividere con voi. Non faccio video soltanto per aumentare le visualizzazioni.

Oggi si parlerà di rapporto tra insegnanti e genitori e il video è dedicato a entrambe le parti: perchè a volte si incontrano così tante difficoltà?
Sono davvero tutti i genitori completamente dalla parte dei figli?
Come comportarsi quando l'insegnante comunica al genitore che il figlio potrebbe avere delle difficoltà di apprendimento?

Fatemi sapere il vostro pensiero nei commenti... a presto!



https://youtu.be/dX8bA1DbjXg


Vi lascio il link a un vecchio post e video in cui parlo di argomenti simili... alla prossima!

http://teacher-maia-didatticainpillole.blogspot.it/2013/08/ciao-tutti-in-questo-nuovo-video-del.html

Teacher Maia

martedì 20 gennaio 2015

attività e schede per i concetti topologici - SOPRA E SOTTO- sostegno

Buongiorno a tutti voi,

oggi voglio condividere con voi la mia soddisfazione: uno degli alunni che seguo ha finalmente imparato il concetto di SOPRA e SOTTO.

è stato un procedimento abbastanza lungo ma alla fine ce l'ho fatta!!! Inizialmente non sapevo che pesci pigliare: giochi, attività, schede e quant'altro sembravano non funzionare: sembrava non aver dato alcun significato alle parole SOPRA e SOTTO. Poi, conoscendo meglio il bambino, ho capito come comportarmi, e tra prove ed errori, ha imparato anche questo. :-)

Vorrei condividere questa attività con voi, sperando che a qualcuno possa risultare utile:

attività sopra e sotto
 1) Per prima cosa ho creato questa specie di doppio-vassoio con due piatti di plastica e il cartoncino interno di uno scottex (non è bellissimo da vedere ma svolge molto bene la sua funzione); ho attaccato ai rispettivi piatti la scritta SOPRA e SOTTO accompagnati dal simbolo pcs relativo che ho trovato nel software Symwriter in dotazione alla scuola.
Ho preso una decina di tappi di plastica e, sopra a ognuno, ho incollato i simboli SOPRA e SOTTO: lo scopo dell'attività era appoggiare i tappi al posto giusto (sopra con sopra- sotto con sotto).

Come potete vedere inizialmente si tratta di una semplice associazione di simboli ma mi è servito molto per far prendere familiarità all'alunno con l'attività da svolgere e con le parole-target SOPRA e SOTTO.


2) Il secondo passaggio è stato il togliere le scritte dai piatti e continuare a svolgere la stessa attività senza il loro aiuto, ricordandosi quale piatto è sopra e quale sotto.

attività sopra e sotto
3) Lo stadio successivo è stato di trasportare i tappi con la scritta su un piano orizzontale ( in visione poi del quaderno); nella foto vedete il foglio diviso in due dal mare ma consiglierei, almeno all'inizio, di mettere un oggetto lungo come un grosso pennarello, un righello o un piccolo astuccio, che crei un vero confine tra sopra e sotto; come sempre, i tappi con la scritta corrispondente andranno messi al posto giusto: sopra al mare o sotto al mare.




attività sopra e sotto
4) Quando i precedenti esercizi sono stati svolti correttamente, sono passata al quaderno con lo stesso principio:

-inizialmente con i tappi








attività sopra e sotto

- successivamente con i cartoncini











attività sopra e sotto
Dopo questi passaggi, che potranno sembrarvi troppi o troppo elaborati ma che, vi assicuro, sono stati necessari tutti quanti, sono arrivata ai classici esercizi del : incolla sopra, colora sotto ecc. perchè ormai le parole SOPRA e SOTTO avevano acquisito un loro significato concreto.
attività sopra e sottoattività sopra e sotto
attività sopra e sotto




                                                                                               
   Vi lascio comunque il link alle schede didattiche sui prerequisiti e alle schede didattiche per la classe 1° dove troverete alcune attività sui concetti topologici.


Ora mi cimenterò nel DESTRA e SINISTRA e seguirò più o meno lo stesso procedimento: SPERIAMO BENE!!!





Se avete domande o se volete condividere la vostra  esperienza, commentate!!!

A presto

Teacher Maia                                                                                                 

domenica 18 gennaio 2015

La valutazione a scuola- tra osservazione e verifiche oggettive

Buongiorno a voi,

oggi parlerò di un tema che interessa un po' tutti gli insegnanti, di tutte le materie e di tutti gli ordini di scuola:
 LA VALUTAZIONE.

valutazione scolastica
Proprio in questi giorni migliaia di studenti di tutte le età sono alle prese con verifiche e interrogazioni a raffica fatte poco prima degli scrutini e, quindi, della fine del quadrimestre.
Sorvolando sulla questione: ma dei bambini non possono fare troppe verifiche in un giorno bla bla bla, vorrei parlare del momento della valutazione in sè, soprattutto per quel che riguarda i bambini speciali;

Sì,Sì, ho detto davvero che questo post è per TUTTI gli insegnanti perchè, come BEN DOVRESTE sapere, l'alunno con difficoltà non è solo questione dell'insegnante di sostegno, ma di TUTTO IL TEAM DOCENTE, quindi potete tranquillamente continuare a leggere :-)

Come ben abbiamo studiato in diverse sedi a livello teorico, la valutazione oggettiva in toto è impossibile e non adeguata ma, ovviamente, la lettura del pensiero non è ancora una realtà quindi ci dobbiamo adeguare, ma:

se pensiamo a quanto possa essere inadeguata una verifica o un'interrogazione andata male per un bambino "senza difficoltà evidenti", immaginiamo quanto può essere poco adeguata per un bambino con difficoltà medie o gravi, che non svolge in autonomia nessun compito, che ha bisogno dell'aiuto continuo dell'insegnante, che non parla o non può muoversi o che detesta la scuola e, nel vedere una scheda, si arrampica sui lampadari.

Ecco perchè si parla di osservazione e di valutazione in itinere: per tutti gli alunni non possiamo solo affidarci a quello che ci raccontano i resoconti delle prove scritte o orali, ma dobbiamo guardare più in là:
-all'impegno,
-alla costanza,
-alle difficoltà presenti a scuola e a casa,
e a mille altri fattori a volte invisibili.

Nel sostegno la valutazione è più elastica proprio per la presenza di programmazioni differenziate che ci permettono di creare verifiche ad hoc per il bambino e basate sugli obiettivi individualizzati, ed è proprio sul sostegno dove l'occhio dell'insegnante ricopre la fetta maggiore della valutazione: L'OSSERVAZIONE DEI PROGRESSI DEL BAMBINO è LA MIGLIORE VALUTAZIONE POSSIBILE.

Ecco perchè, almeno nella scuola primaria, noi insegnanti non possiamo più cedere a insistenze di genitori o
valutazione scolastica
quant'altro di "ma come, aveva preso 9 della verifica e sulla pagella ha solo 8, come mai?", oppure " ma Lucia ha preso 9 mentre mio figlio solo 7 e hanno fatto gli stessi errori"; dobbiamo far capire che la valutazione è una delle parti più difficili del nostro lavoro e dobbiamo farla rispettando il più possibile le persone che abbiamo davanti, i nostri alunni, con i loro punti di forza e le loro debolezze.


Anche voi la pensate così o preferite affidarvi completamente al risultato dei test?
Come vi organizzate invece nelle scuole di ordini superiori?

A presto

maestra Maia


sabato 10 gennaio 2015

Chi è la maestra di sostegno?

Qualche giorno fa una cara ragazza mi ha scritto "disperata" per la situazione che sta vivendo nella scuola dove lavora come insegnante  di sostegno dicendo di non sentirsi insegnante di serie B ma addirittura di serie C.


sostegno
Purtroppo non è  l'unica  a sentirsi così,  io stessa mi sono  sentita nello stesso identico modo negli anni scorsi, e tantissimi altri insegnanti si ritrovano in questa situazione.

Il problema non sta tanto nei colleghi "perfidi" che, magari, ti prendono in antipatia e ti fanno sudare 7 camicie per riuscire a costruirti un piccolo spazio nella classe: quelli ci sono sempre e in tutti i lavori del mondo purtroppo.

La vera piaga che affligge noi insegnanti di sostegno è  L'IGNORANZA di certi colleghi che NON HANNO ASSOLUTAMENTE IDEA del nostro ruolo e della nostra funzione all'interno  della scuola:

-siamo assistenti?
-siamo bidelli?
-siamo gli insegnanti di quel bambino e basta?

Ecco, più  che i colleghi str.....zi, quello che più  mi fa imbestialire  sono proprio i colleghi ignoranti: quelli che agiscono tranquillamente  senza sapere, che fanno danni ogni giorno con " oggi Luca non c'è  se hai altro da fare  vai pure" davanti a tutti i bambini, oppure " la riunione col bambino c'è  già  stata quindi se vuoi puoi non venire ai colloqui con gli altri genitori" oppure ancora " a ma i voti mettili tu io non ne so niente di Luca"... eccetere fino all'infinito. 

Ecco perché,  ripeto all'infinito,  serve più  formazione sulla disabilità  e soprattutto sull'inclusione  per tutti gli insegnanti, non solo quelli di sostegno!

NOI NON SIAMO GLI INSEGNANTI DI BAMBINI SPECIFICI MA SIAMO GLI ESPERTI
sostegno
DELL'INCLUSIONE, così  come dice Ianes, e insegnanti DI CLASSE: nessuno mette i piedi in testa a nessun altro dentro la scuola ma, con la nostra collaborazione ( e visto tutte le ore passate a vedere tutti i bambini della classe da una prospettiva differente rispetto alla cattedra) possiamo dare  un grosso contributo al team e alle decisioni.
COSA NE PENSATE?

Qui trovate i link agli altri post in cui parlo proprio di questo:

Chi è l'insegnante di sostegno?

A chi spetta portare l'alunno non autonomo in bagno?

meglio il sostegno o la classe?

L'evoluzione dell'insegnante di sostegno

Dopo questo sfogo mattutino,
vi auguro come sempre buona giornata
e buon lavoro

Teacher Maia

venerdì 3 ottobre 2014

Sostegno o classe? La proposta della cattedra mista

Salve a tutti!
Oggi vi parlerò della petizione per avere cattedre miste tra docenti curricolari e di sostegno: per il miglioramento del lavoro e dell'inclusione degli alunni.


Qui troverete l'articolo scritto dal prof. Paolo Fasce per orizzontescuola, e il link utile per firmare la petizione:http://www.orizzontescuola.it/news/petizione-cattedre-miste-insegnanti-bis-abili
Fatemi sapere cosa ne pensate di questa proposta
A presto e buon lavoro!
Teacher Maia

sabato 30 agosto 2014

INDOVINA CHI? per introdurre il testo descrittivo di persone

Salve a tutti,

oggi vorrei proporvi l'utilizzo del famoso gioco "Indovina chi?" per introdurre il discorso sulla descrizione delle persone nei testi: lo trovo molto utile perchè, divertendosi, i bambini iniziano a capire quali siano i tratti principali che è necessario individuare e descrivere nelle persone:

-ha i capelli neri?
-é una donna?
-ha gli occhiali?


ovviamente poi il discorso dovrà essere ampliato con la corporatura, l'altezza, il vestiario ecc... ma, a questo proposito, perchè non inventare noi un "indovina chi?" con i personaggi vestiti e colorati come più ci piace?! Magari con gli stessi alunni della classe!

Questo gioco può essere utile anche per tutti i bambini che mostrano difficoltà nella comunicazione in uscita: difficoltà a esprimere il proprio vissuto, a fare domande ecc.

Teacher Maia

mercoledì 9 aprile 2014

L'intelligenza numerica-Insegnare matematica nella scuola primaria

Buon giorno a tutti,

come molti di voi già sapranno, Youtube offre una miriade di spunti per il nostro lavoro; uno di questi è il poter vedere, stoppare e rivedere a distanza di tempo convegni, seminari o videolezioni ai quali non abbiamo potuto partecipare perchè troppo lontani o per qualsiasi altro motivo.
Come già spiego nel mio video di presentazione del canale Youtube TEACHER MAIA, i video sono decisamente più accattivanti e fruibili rispetto alle paginate di testi, siti o blog; perciò sarebbe una grandissima idea se, invece di solo raccontare per iscritto le nostre attività, le nostre scoperte e riflessioni personali, potessimo anche creare video per raccontare e condividere le nostre esperienze: cosa ne dite?

A parte questa breve introduzione al concetto di video-condivisione, in questo post voglio consigliarvi alcuni video che offrono spunti di riflessione estremamente utili per tutti quelli che insegnano "a far di conto" nella scuola primaria, ma non solo:

MATEMATICA ALLE ELEMENTARI: INSEGNARE PARTENDO DALL'ESPERIENZA


COME INSEGNARE LA MATEMATICA


L'INTELLIGENZA NUMERICA


Non scoraggiatevi se alcuni video sono molto lunghi: potete sempre fermarli e riprendere a vederli qualche giorno dopo dal punto in cui siete arrivati!!!

Lasciate un commento o fatemi sapere se anche voi li avete trovati 
interessanti;
alla prossima
Teacher Maia

sabato 8 marzo 2014

BES- Bisogni Educativi Speciali- La normativa di riferimento



 
La prima normativa che introduce il discorso dei bisogni educativi speciali è la direttiva ministeriale del 27 Dicembre 2012 (cliccando qui andrete alla pagina del sito del MIUR dedicata alla normativa sui BES e DSA)
La premessa vuole presentare le motivazioni che hanno portato alla considerazione dei bisogni educativi speciali, partendo dalle criticità che, dalla prima legge 517/77 sono nate e si sono fatte sentire all'interno del mondo della scuola; i cambiamenti che sono avvenuti nella società e, di conseguenza, nella scuola, non possono più essere racchiusi  nella differenza netta tra alunni con disabilità certificata e non. La gamma di bisogni ai quali i bambini cercano risposte è sempre più ampia e la scuola deve provare, per quanto possibile, a soddisfarne sempre di più.
Il via a queste considerazioni, però, è stato dato dall'introduzione del nuovo modello diagnostico ICF, nel quale la persona viene considerata nella sua totalità bio-psico-sociale, tenendo conto di numerosi bisogni diversi senza però chiudersi nell'etichetta di disabilità o malattia.

"In questo senso, ogni alunno, con continuità o in determinati periodi, può manifestare Bisogni Educativi Speciali: o per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta" [Direttiva ministeriale 27 Dicembre 2012-premessa]

I Bisogni Educativi Speciali derivano da: "svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perchè appartenenti a culture diverse." [Direttiva ministeriale 27 Dicembre 2012]

Tutti quelli che non rientrano nelle problematiche comprese dalla legge 104/92, quindi che non hanno diritto all'insegnante di sostegno, possono in questo modo avere una didattica individualizzata in base alle esigenze specifiche: in questo senso la legge sui DSA 170/2010 fu un passo in avanti proprio per venire incontro agli alunni con Disturbi Specifici dell'Apprendimento che non hanno diritto di fruire di un insegnante di sostegno ma che godono della possibilità di un programma personalizzato sulle difficoltà e punti di forza grazie alla stesura del PDP, il piano didattico personalizzato.
Oltre al caso degli alunni con DSA, vengono citati altri disturbi che, non avendo diritto per la legge 104/92 all'assegnazione dell'insegnante di sostegno, necessitano comunque di misure di individualizzazione e personalizzazione per assicurare un buon ed equilibrato percorso di studi: l'ADHD, cioè il deficit di attenzione e iperattività, e il funzionamento intellettivo limite, ossia quei bambini il cui QI risponde ad una misura che varia tra i 70 e gli 85.

Strategie di intervento per i BES.

La direttiva ministeriale del 27 Dicembre 2012 sostiene "la necessità di elaborare un percorso individualizzato e personalizzato per alunni e studenti con bisogni educativi speciali, anche attraverso la redazione di un Piano Didattico Personalizzato, individuale o anche riferito a tutti i bambini della classe con BES...ed abbia la funzione di documentare alle famiglie le strategie di intervento programmate."     
Nel momento in cui vengono individuati gli alunni con BES, le scuole possono avvalersi per loro degli strumenti compensativi e delle misure dispensative previste dalle disposizioni attuative della legge 170/2010.
Anche la formazione degli insegnanti è trattata in questa direttiva sui bisogni educativi speciali, citando l'apertura di numerosi corsi di formazione e master sui principali disturbi che sono presenti nella scuola.
Vengono istituiti CTS, centri territoriali di supporto, che servano come punti di incontro a livello provinciale e regionale per discutere delle tematiche relative ai bisogni educativi speciali, ponendosi anche come luoghi di formazione e informazione per genitori e insegnanti. Presso i CTS è possibile anche informarsi sulla gestione degli ausili necessari alle scuole per attuare l'inclusione degli alunni con BES e non solo.