Blog di una maestra con la passione per il proprio lavoro!

Benvenuti in questo blog dove si parlerà di tutto quello che ruota attorno al mondo della scuola: DSA, cooperative learning, sostegno, rapporti tra genitori e insegnanti ecc.
Inserirò anche delle schede didattiche e risorse che ho creato (e soprattutto sto creando) per il mio lavoro quotidiano, in modo che possano essere utili anche a voi!

Se volete suggerire temi, fare domande o parlare di qualsiasi cosa vi interessi, lasciate pure un commento sotto ai post o scrivetemi a maestramaia88@gmail.com!
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domenica 9 settembre 2018

Per iniziare l'anno scolastico, un augurio speciale


Il post di oggi sarà breve. Vuole solo augurare un sereno ritorno tra i banchi di scuola a tutti gli insegnanti...



... A quelli che, il 31 agosto, osservano con terrore il calendario, ma che il primo giorno di scuola sorridono nel ritrovare i ragazzi che hanno lasciato al principio dell’estate.

A quelli che rubano cianfrusaglie da casa per portarle a lavoro, con la solita scusa “forse questo potrei usarle in un progetto...”

A quelli che per tutta la vita chiamano i propri alunni “i miei bambini” o “i miei ragazzi”, e che dopo anni ancora ricordano di come leggeva Luca, o dei disegni meravigliosi di Serena.

A quelli che, nonostante la burocrazia che tenta in tutti i modi di raffreddare i meccanismi di ogni semplice cosa, continuano per la loro strada, a curare i pianti e a spargere sorrisi.

Il loro campo di gioco non è un asettico ufficio, tra carta stampata e impersonalità.

Gli insegnanti sanno giocare solo in centrocampo, senza parastinchi e nessuna protezione, insieme ai ragazzi che vogliono portare alla vittoria. E quando giochi bene, i calci arrivano, oh sì che arrivano, e fanno male, ma a giocare con gli scudi nell’età della crescita non vale.

Loro sono quelli sempre sul pezzo e pronti a mettersi in gioco col cuore, quelli che ignorano chi ancora crede ai tre mesi di vacanza, o che per insegnare basti aprire il libro e oziare alla cattedra.

Non è vero che “Chi sa fare fa, chi non sa fare insegna.”

Insegnare richiede doti speciali, e queste doti in pochi hanno la sensibilità e la pazienza per impararle.
Buon anno a tutti!



Per gli insegnanti dei più piccoli, vi lascio questa bella filastrocca di Bruno Tognolini che, tra le tante, potete leggere ai bambini, oppure appendere fuori dalla classe per i primi giorni.

A casa io gioco
A scuola io faccio
A casa è il mio fuoco
A scuola è l’abbraccio
A casa c’è Mamma
A scuola Maestra
A casa TV
A scuola finestra
A casa io sono
A scuola divento
A casa c’è sole
A scuola c’è vento
A casa io chiedo
A scuola rispondo
A casa c’è il nido
A scuola c’è il mondo




sabato 10 gennaio 2015

Chi è la maestra di sostegno?

Qualche giorno fa una cara ragazza mi ha scritto "disperata" per la situazione che sta vivendo nella scuola dove lavora come insegnante  di sostegno dicendo di non sentirsi insegnante di serie B ma addirittura di serie C.


sostegno
Purtroppo non è  l'unica  a sentirsi così,  io stessa mi sono  sentita nello stesso identico modo negli anni scorsi, e tantissimi altri insegnanti si ritrovano in questa situazione.

Il problema non sta tanto nei colleghi "perfidi" che, magari, ti prendono in antipatia e ti fanno sudare 7 camicie per riuscire a costruirti un piccolo spazio nella classe: quelli ci sono sempre e in tutti i lavori del mondo purtroppo.

La vera piaga che affligge noi insegnanti di sostegno è  L'IGNORANZA di certi colleghi che NON HANNO ASSOLUTAMENTE IDEA del nostro ruolo e della nostra funzione all'interno  della scuola:

-siamo assistenti?
-siamo bidelli?
-siamo gli insegnanti di quel bambino e basta?

Ecco, più  che i colleghi str.....zi, quello che più  mi fa imbestialire  sono proprio i colleghi ignoranti: quelli che agiscono tranquillamente  senza sapere, che fanno danni ogni giorno con " oggi Luca non c'è  se hai altro da fare  vai pure" davanti a tutti i bambini, oppure " la riunione col bambino c'è  già  stata quindi se vuoi puoi non venire ai colloqui con gli altri genitori" oppure ancora " a ma i voti mettili tu io non ne so niente di Luca"... eccetere fino all'infinito. 

Ecco perché,  ripeto all'infinito,  serve più  formazione sulla disabilità  e soprattutto sull'inclusione  per tutti gli insegnanti, non solo quelli di sostegno!

NOI NON SIAMO GLI INSEGNANTI DI BAMBINI SPECIFICI MA SIAMO GLI ESPERTI
sostegno
DELL'INCLUSIONE, così  come dice Ianes, e insegnanti DI CLASSE: nessuno mette i piedi in testa a nessun altro dentro la scuola ma, con la nostra collaborazione ( e visto tutte le ore passate a vedere tutti i bambini della classe da una prospettiva differente rispetto alla cattedra) possiamo dare  un grosso contributo al team e alle decisioni.
COSA NE PENSATE?

Qui trovate i link agli altri post in cui parlo proprio di questo:

Chi è l'insegnante di sostegno?

A chi spetta portare l'alunno non autonomo in bagno?

meglio il sostegno o la classe?

L'evoluzione dell'insegnante di sostegno

Dopo questo sfogo mattutino,
vi auguro come sempre buona giornata
e buon lavoro

Teacher Maia

venerdì 14 novembre 2014

Attività quotidiane per il sostegno, e non solo...

Buonasera a tutti,
oggi vi pubblico queste attività che svolgo quotidianamente con i miei alunni; molte di queste sono state trovate in internet, soprattutto in Facebook nei numerosi e UTILISSIMI gruppi dedicati agli insegnanti (sostengo il sostegno, insegnanti di sostegno ecc.):
Per altre attività sul mio blog cliccando qui    http://www.teacher-maia-didatticainpillole.blogspot.it/2014/10/attivita-con-il-metodo-teacch-per.html


Questo è il trenino dei giorni della settimana, realizzato con una lavagna bianca, cartoncini plastificati con il disegno di un trenino con colori differenti per ogni giorno (Sabato e Domenica li ho scritti io a mano per non confondere visto che in quei giorni non si viene a scuola), strisce di carta plastificate con il nome dei giorni della settimana e.... VELCRO per attaccare e staccare il tutto. ( i disegnini sul martedì e mercoledì sono dei piatti che indicano i giorni della mensa, fatti per gli alunni che non confondono ancora i giorni della settimana).



                                                                                                                     
Questo è l'agenda delle attività giornaliere che modifichiamo ogni giorno con: nome del giorno, lezioni rappresentate con il colore dei quaderni (adesso ho cambiato il simbolo LAVORARE con i quaderni colorati e il nome della materia), momenti di gioco, palestra e uscita da scuola. è realizzato a mo' di libro e ogni pagina è un giorno della settimana (con gli stessi colori dei giorni del trenino).

All'inizio dell'agenda giornaliera si trova la sequenza per andare in  bagno (è molto generale perchè l'alunno è molto autonomo in questo senso); i simboli sono realizzati con il programma SYMWRITER per la CAA in dotazione alla scuola (consigliatissimo anche se carissimo!)






Questi sono i numeri e le lettere magnetiche da attaccare alla lavagnetta che uso con un alunno con PCI che ha grosse difficoltà con la prensione; utilizzo questo per permettergli di "scrivere". Ho comprato anche una tastiera dal Bennet per bambini con tasti molto grossi e colorati per aiutarlo un minimo nella scrittura.




Dopo mille tentativi con attività pratiche, schede, giochi e quant'altro, ho trovato il modo per far comprendere a un alunno con dist. dello spettro autistico il concetto di sopra e sotto con un'attività ispirata all'approccio teacch: due piatti di plastica collegati da un rotolo di scottex: il bambino deve mettere i tappi con scritto sopra e sotto (sempre con i simboli di SYMWRITER) nei rispettivi posti. Sembra funzionare!!!


A FIANCO vedete la striscia incollata al banco con tutte le azioni da fare appena arrivato a scuola: posa lo zaino, togli la giacca, apri lo zaino ecc.







Grazie a una ragazza che ha postato sul gruppo FB insegnanti di sostegno quest'idea per imparare a contare con le dita, non ho potuto non farla anche io!!! è valida soprattutto per bambini che hanno scarso controllo motorio delle mani o che hanno difficoltà nel contatto e nel farsi guidare le mani; MATERIALI: carta plastificata e velcro.



Questo cartoncino molto spartano e, lo ammetto da sola, abbastanza triste anche se svolge bene la sua funzione, serve come mascherina dove inserire le frasi e le immagini corrispondenti del testo Lessico e frasi per immagini della Erickson (lo travate cliccando qui): utile per la lettura e comprensione delle immagini e delle frasi; ve lo cosiglio questo testo perchè ricco di immagini e simboli per la lettura di singole parole o frasi intere e potete usarlo per la letto-scrittura, come simboli per la CAA, per creare storie, come aiuto per l'apprendimento della lingua italiana per bambini stranieri.... anche per inglese, per qualsiasi cosa!!! :-)
materiali: cartone della pasta sfoglia Buitoni :-) e ritagli di bustine di plastica portadocumenti.
(scusate se è al contrario ma non riesco a girarlo :-b)



Questa è un'altra maschera-MULTIUSO: qui vedete l'associazione tra quantità e numero in cifre ma la uso anche per l'associazione nome immagine ecc.

Il semplice ma sempre efficace viso con le parti da inserire al posto giusto (carta plastificata); io lo uso anche per il riconoscimento delle emozioni. ( lo si può fare con il corpo interno per le parti del corpo, vestiti ecc.)

Infine un esempio davvero davvero semplice ma relativamente efficace di Token Economy: smiles da attaccare sul banco finchè non si arriva al premio finale (gioco del treno... ecco perchè i treni dappertutto!!)

Spero vi possa essere utile e fatemi sapere se anche voi avete fatto cose simili!!
A presto
Teacher Maia

martedì 11 novembre 2014

Il castigo ai bambini: è utile oppure no?

Buonasera a tutti,
girovagando tra i vari gruppi sull'insegnamento di facebook riesco sempre a trovare (oltre alle  idee bellissime da applicare in classe) spunti "critici"da appioppare a voi, poveri malcapitati su questo blog :-) ahahah oggi si parla di rapporto genitori-insegnanti.

Castigo per il bambino: devo scrivere 100 volte di non alzarmi durante la lezione
Reazione del genitore: "Succede ancora, succede nel 2014 e succede in Italia. Voi cosa ne pensate? Quali sono le vostre esperienze con le punizioni scolastiche?! Io inorridisco al solo pensiero, e non lo farei mai svolgere ai miei figli." cit. (gruppo controscuola)


Quando succedono questi fatti ci si immagina subito il povero patatino tenerino costretto ore e ore sulla scrivania, chino alla sola luce di una flebile candela, con la mano tremolante e un principio di tunnel carpale, intento a scrivere questo orrendo e retrogrado castigo.


A parte gli scherzi, tutto deve essere dosato.
Ci sono genitori che pensano di essere degli insegnanti-educatori solo grazie a qualche nozione di pedagogia generale presa qui e là su qualche rivista da neo-mamma, e ci sono insegnanti che, dopo essersi diplomati con scarsi risultati al magistrale nel '22 hanno pensato bene di non seguire nemmeno più un corso di aggiornamento e di mantenere gli stessi metodi ante-guerra usati dai loro genitori.

Inoltre bisogna sapere che a scuola i bambini non adottano gli stessi comportamenti che usano in casa: sociologia cap.1: a contesti sociali diversi corrispondono ruoli diversi;
RUOLO=INSIEME DI REGOLE SOCIALI E COMPORTAMENTI/ATTEGGIAMENTI

Ci sono alunni affettuosi, altri un po' lenti ma teneri, altri comici e altri TERRIBILI: si ci sono i bambini terribili e, cari genitori, nell'80% dei casi la causa di questa "terribilaggine" è da ricercare nell'ambiente familiare.

Come sempre uso toni forti e scherzosi per raccontare della realtà della scuola italiana che è ben diversa da quello che la società si immagina: oggi, con le poche regole date a casa, ci ritroviamo con in classe bambini che sfidano continuamente l'insegnante o, anche senza sfidare apertamente, fanno finta di non ascoltare le 1437 prediche della maestra di "stai seduto e ascolta la lezione".
Non si può conoscere la serie di motivazioni che hanno portato questa insegnante a dare un castigo del genere, ma il genitore DEVE SEMPRE FAR VEDERE DI ESSERE CON L'INSEGNANTE e non CONTRO!

 
Qui non si parla di "tappare le ali al pensiero divergente e creativo del piccolo fanciullo";
qui si parla di 
-rispetto della persona adulta, perchè alzarsi dopo un rimprovero significa sminuire al massimo l'autorevolezza di una delle figure di riferimento dell'educazione e mancare quindi di rispetto;
- rispetto dei COMPAGNI: tutti questi rimproveri portano a perdite di tempo inimmaginabili per chi dentro scuola non ci entra dal diploma, e questo toglie tempo all'apprendimentodi tutti gli altri;
- "sicurezza", che è la cosa più importante. Quando si parla di scuola si deve pensare a classi con 22-23 bambini di 7-8 anni, con 22-23 banchi dotati di spigoli, lavagne antiquate con piedistalli-pronti-a-farti-inciampare, matite cadute migliori per farti scivolare della classica banana ecc. A parte la classica frase  "certo che se tutti si alzassero", pensiamo un attimo a una dinamica che può facilmente (si spera non tanto) accadere in classe:
 Giorgio, dopo l'ennesimo rimprovero si alza per mandare un bigliettino alla bambina due banchi dietro di lui;l'insegnante lo richiama e, preso in fallo, si gira di scatto per tornare velocemente al banco: morale della favola? Giorgio inciampa nelle scarpe slacciate e prende di punta lo spigolo del banco con la tempia.  =
INSEGNANTE IN GALERA, o costretta a risarcire una montagna di soldi che non riuscirà a guadagnare nemmeno in una vita intera.

Conclusione: gli insegnanti si devono tutelare e, se per farlo, devono ricorrere a metodi oggettivamente antiquati per classi oggettivamente ingestibili, ben venga; riscrivere e ripensare al fatto accaduto farà solo che un gran bene per lo sviluppo di un serio livello psicologico-introspettivo. 

Alla prossima

Teacher Maia

domenica 12 ottobre 2014

A chi spetta il compito di portare l'alunno non autonomo in bagno?

Buona Domenica a tutti,

girovagando per i vari gruppi di insegnanti su facebook (insegnanti di sostegno, sos sostegno ecc.) ho pensato di scrivere questo breve post a proposito di un argomento posto da un'insegnante, che ha suscitato non poche polemiche: a chi spetta portare in bagno il bambino a scuola se questo non è autonomo?

Beh, la questione non è così semplice: di regola l'insegnante non è tenuto a portare il bambino in bagno e, nel caso in cui si sporcasse, non siamo tenuti a cambiarlo (da contratto); in questo caso dovrebbe essere presente un'assistente all'autonomia o un collaboratore scolastico con la precisa responsabilità (individuata anche a livello di stipendio) di portare il bambino in bagno. Almeno questa dovrebbe essere la regola.
Come in tutte le cose, però, serve sempre una buona dose di buon senso: se siamo da soli e il bambino se la fa addosso, cosa fate, lo lasciate sporco mentre andate a cercare un qualsiasi assistente disposto a farlo al posto vostro (e che magari non ha mai visto quel bambino).
Direi di no. Anche perchè, pensate a come potrebbe sentirsi quel bambino, magari già umiliato e triste per l'accaduto.

Questo è il primo pensiero che mi è venuto in mente.

Poi però un'altra insegnante ha commentato dicendo: ma se il bambino se la fa addosso dal logopedista o da qualsiasi altro terapista, voi pensate che si mette a cambiarlo? Non credo proprio, non è il suo lavoro.

Questo commento secondo me ha colpito il segno, non solo di questa questione: noi insegnanti di sostegno andiamo sempre incontro a moltissime difficoltà nel far capire il nostro ruolo nella scuola, sia ai genitori che ai colleghi. Molte volte ci prendono per assistenti, altre per baby sitter; dobbiamo improvvisarci psicologi, fisioterapisti, logopedisti, psicoterapeuti per i genitori, ogni tanto insegnanti (quando capita;-)), senza essere pronti per farlo.
Noi siamo INSEGNANTI, nient'altro, ricordiamocelo bene.

Per far capire questo è necessario porre dei limiti e farli notare a chi ci sta intorno: non è questione di essere schizzinosi, nè altezzosi; non ci si vuole mettere su uno scalino più  alto rispetto ai bidelli, agli assistenti ecc( anche perchè, non so da voi, ma noi lasciamo che i bambini chiamino gli assistenti MAESTRA tanto quanto noi; facciamo questo proprio per non evidenziare differenze che comunque esistono: svolgiamo lavori totalmente differenti). Non voglio che passi il messaggio :ah io sono maestra e queste cose non le faccio; anzi, se devo fare certe cose (pulire bava, muco e qualsiasi altra cosa) mi rimbocco le maniche e lo faccio, ma tutti devono sapere che sto facendo qualcosa in più, per il bene del bambino, per la mia passione per il mio lavoro. Ma nulla più.

RICORDATE, POTETE ESSERE VOCATI PER QUESTO LAVORO, ma sarà sempre un LAVORO.
Le altre persone lo devono capire.

Vi lascio il link alla normativa, suggeritomi da una collega nei commenti qui sotto:

Normativa assistenza alunni disabili


So che è un argomento che può dividere le persone,
fatemi sapere voi cosa ne pensate.

A presto
Teacher Maia

venerdì 3 ottobre 2014

Sostegno o classe? La proposta della cattedra mista

Salve a tutti!
Oggi vi parlerò della petizione per avere cattedre miste tra docenti curricolari e di sostegno: per il miglioramento del lavoro e dell'inclusione degli alunni.


Qui troverete l'articolo scritto dal prof. Paolo Fasce per orizzontescuola, e il link utile per firmare la petizione:http://www.orizzontescuola.it/news/petizione-cattedre-miste-insegnanti-bis-abili
Fatemi sapere cosa ne pensate di questa proposta
A presto e buon lavoro!
Teacher Maia

giovedì 17 aprile 2014

Chi è l'insegnante di sostegno?

Salve a tutti!

Oggi ho pubblicato un nuovo video sul canale youtube Teacher Maia dedicato alla figura dell'insegnante di sostegno; questo video è  rivolto a tutti, non solo agli insegnanti, ma anche ai genitori e, in generale, a chiunque si ritrova ad avere a che  fare con il mondo della scuola: in quasi tutte le classi  possiamo trovare insegnanti di sostegno  che vanno e che vengono ed è quindi importante capire bene "chi è  l'insegnante  di sostegno?"



Queste sono un po' le mie considerazioni personali sul mio lavoro di maestra di sostegno nella scuola primaria, ma credo che molti di voi le potranno condividere.

(Perdonate i vari ehm, ahm, uhm e gli impappinamenti
ma parlare con davanti nessuno non è facile :-b)

Essere insegnanti di sostegno non è semplice ma a volte è  ancora più  difficile  perché  molti non capiscono bene qual è  il nostro ruolo all'interno  della classe e della scuola: siamo assegnati alla classe o al bambino? Possiamo aiutare anche i compagni ? Che differenza c'è  con gli insegnanti  curricolari?

Ditemi cosa ne pensate e se nei contesti dove lavorate c'è un diverso modo di collaborare
con il sostegno
a presto
Teacher Maia

P.s. qui trovate il link a un Video che ho fatto in cui parlo di alcune attività per il sostegno svolte per sviluppare  l'autonomia di lavoro e la concentrazione:

mercoledì 9 aprile 2014

L'intelligenza numerica-Insegnare matematica nella scuola primaria

Buon giorno a tutti,

come molti di voi già sapranno, Youtube offre una miriade di spunti per il nostro lavoro; uno di questi è il poter vedere, stoppare e rivedere a distanza di tempo convegni, seminari o videolezioni ai quali non abbiamo potuto partecipare perchè troppo lontani o per qualsiasi altro motivo.
Come già spiego nel mio video di presentazione del canale Youtube TEACHER MAIA, i video sono decisamente più accattivanti e fruibili rispetto alle paginate di testi, siti o blog; perciò sarebbe una grandissima idea se, invece di solo raccontare per iscritto le nostre attività, le nostre scoperte e riflessioni personali, potessimo anche creare video per raccontare e condividere le nostre esperienze: cosa ne dite?

A parte questa breve introduzione al concetto di video-condivisione, in questo post voglio consigliarvi alcuni video che offrono spunti di riflessione estremamente utili per tutti quelli che insegnano "a far di conto" nella scuola primaria, ma non solo:

MATEMATICA ALLE ELEMENTARI: INSEGNARE PARTENDO DALL'ESPERIENZA


COME INSEGNARE LA MATEMATICA


L'INTELLIGENZA NUMERICA


Non scoraggiatevi se alcuni video sono molto lunghi: potete sempre fermarli e riprendere a vederli qualche giorno dopo dal punto in cui siete arrivati!!!

Lasciate un commento o fatemi sapere se anche voi li avete trovati 
interessanti;
alla prossima
Teacher Maia

sabato 30 novembre 2013

BES, DSA, ADHD..... e tutti gli altri??? "VANNO BENE, POTREBBERO IMPEGNARSI DI PIù PERò..."

Buongiorno a tutti,

dopo mille funghetti, stelline e abeti addobbati da colorare, torno a fare la maestrina seria.

é tempo di udienze.

Ho 25 anni e non ho figli (beh, normale no?)
Quindi, nel rapporto con i genitori dei nostri pulcini,
non posso usare il mio bagaglio di esperienza,
ma solo il mio bagaglio di immaginazione.
"Cosa potrebbe pensare il papà se gli dico così?"
"Come potrebbe sentirsi la mamma se le dico questo?"
Cerco sempre di mettermi nei panni dell'altro e ora, 
è tempo di cambiarne tanti di panni perchè

é tempo di udienze: 

genitori ansiosi, preoccupati per il futuro da campioni dei figli,
battaglie sul primo arrivato e su: "ma quella è di un'altra classe, perchè ci è
passata davanti?!";

genitori adorabili che ascoltano i consigli degli insegnanti,

e mamme e papà immigrati
che con tutta l'umiltà rispondono: "noi siamo venuti per lavorare,
vorremmo un futuro migliore per nostro figlio,
vorremmo che imparasse bene l'italiano perchè vogliamo
che in futuro possa essere felice sentendosi italiano."

Insegnanti arrabbiati, nervosi,
frettolosi e..... incazzati, diciamola tutta: precari,
scatti d'anzianità che non arrivano ecc.
"Diamoci una botta e via, che devo andare a casa 
a finire le polpette;"
"Non stiamo a dilungarci su tutti, due
paroline e a casa."

Tanto, c'è sempre la carta del
"Suo figlio si comporta bene e studia,
MA POTREBBE IMPEGNARSI DI PIù"  

Sì, perchè questa è la frase perfetta per tutti quei bambini che non sono:

-EINSTEIN
- BES
- DSA
- e tutti gli altri ACRONIMI diversi che inventano ogni giorno

Cioè il 70% dei bambini a scuola!

Sì, sono bambini tranquilli,
non disturbano, vanno abbastanza bene ma sempre sul 7,
non sembrano avere problemi di alcun tipo,
a casa sono seguiti ma non troppo...
cosa vuoi dirci a sti genitori?
Dopotutto, abbiamo in coda
-la mamma di Tizio, che sta settimana ha rotto il naso al suo compagno,
-il papà di Caio, che l'altro ieri ha detto le parolacce alla maestra,
-il nuovo compagno della vecchia moglie del cugino del nonno del papà
di non so più chi, neo-papà di Gianni che negli ultimi tempi non studia
più e dimentica quaderni e compiti nelle mille case diverse dove
dorme tutti i giorni.

Ci metteremo già mezz'ora solo per ognuno di questi,
se ci mettiamo a fare i puntigliosi pure
sui genitori degli altri non andiamo più a casa
e le bidelle che vorrebbero anche loro andare a casa a mangiare
ci uccideranno!

 Ma poi penso,
" ma se fossi la mamma di Luca, 
non vorrei sentirmi dire che va bene a scuola,
che è un bambino intelligente e che si vede, anche se rimane nascosto
dalla sua timidezza?"

"E se fossi il papà di Giorgia,
non vorrei sentirmi dire che il suo italiano è
migliorato e che ha diminuito gli errori
di grammatica,
anche se di matematica ha bisogno di 5 minuti
in più per capire?

    Quindi credo anche che la mamma di Olga,
la bambina rumena che vive sola con la mamma, che lavora tutto il
giorno fino a sera tardi,
vorrebbe sentirsi dire che ha fatto un solo piccolo e microscopico
progresso, ma che è riuscita a farlo in completa autonomia
perchè nessuno a casa la aiuta?

Forse dovremmo dosare le parole con tutti,
e ricavare più tempo per gli incontri con i genitori

e ricordarci che a scuola
ogni bambino è un BES
per quanto invisibile o gigantesco
il suo Bisogno Speciale sia.

Teacher Maia.

sabato 19 ottobre 2013

Tutto comincia con un bravo insegnante

Commovente questo video che ha fatto il giro del web...

Credo sia il sogno di ogni maestro

e anche il mio :-)


venerdì 11 ottobre 2013

Un sorriso a scuola...

<< Ma che lavoro fai?>>
<< Ehm, sono una maestra>>
<< Ah sì? Che bello, lavori con i bambini! Eh sì, deve essere un lavoro che ti dà tante soddisfazioni vero?>>
<< Sì, sì tante; ti tiene giovane sicuramente!>>

Soddisfazioni, ti tiene giovane, uno dei lavori più belli...

Allora perchè, quando entri nelle scuole,
ti assale quella tristezza
nel vedere le facce di chi,
dopo anni, ha perso l'entusiasmo forse mai avuto,
di quelli che hanno scelto questo mestiere
non tanto per quello che ti si richiede di fare
ma per il NON-TROPPO-TEMPO occupato lontano da figli/casa.

Tutti sappiamo quanto il sorriso faccia bene,
non solo psicologicamente parlando,
ma anche per la salute.

E perchè allora non lo usiamo di più!!??

Ma come è possibile che annoiamo i bambini
e noi stessi con lezioni lunghissime e, scusate il termine, 
PALLOSISSIME??

ore 14. Piena digestione. Pennichella post-pranzo in agguato.
"Allora forza, silenzio.
Prendete il libro e leggiamo.
Allora Giulia leggi:
Sì maestra: A come Albero
B come Bici
C come.....
M come..."
M come Ma basta!!! Ma tanto vale che 
faccio contare le pecore e metto su Brahms
E si dorme fino alle 4 e mezza!

Mi viene sonno a me in cattedra,
figurati a LORO!

E menomale che dobbiamo far nascere 
il desiderio di conoscenza e la voglia di imparare!

Sì certo,
facendo addormentare tutti può essere
una nuova tecnica.

Ormai nelle classi non si ride più
o
se ridi, sei per forza ripreso.

Non si ride più con i bambini,
non si ride più con i colleghi...
tutto si trasforma in una nebbia di 
noia e tristezza...

E poi lamentiamoci che i bambini:
-non ascoltano
-sono distratti
-non sono interessati
-fanno altro durante la lezione

E ci credo!Farei anche io dell'altro!

Sfoderiamo il nostro migliore sorriso;

Sì, anche se avresti voglia di strangolare 
quel babanetto in ultima fila che controlla di avere la carta 
del sayan di 5° livello di Goku

Cerchiamo di portare la nostra voglia di fare
e il nostro entusiasmo nel cuore dei bambini

Facciamoli ridere a crepapelle
Ridiamo tutti insieme dell'obrorio di disegno che
ci è uscito alla lavagna quando tentavamo di disegnare
una casetta

(Così anche Luigi che disegna malissimo
si sentirà meno solo:-))

Portiamo un sorriso ai colleghi
Sì, anche a quella arpia che non puoi vedere

Ritroviamo quel bambino spensierato che ancora c'è in noi
da qualche parte...

Solo così, possiamo davvero incontrarCI con i nostri 
piccoli pulcini: noi con loro

e loro con noi.

venerdì 20 settembre 2013

Questionario DALLA TEORIA ALLA PRATICA: passaggio dalla laurea ai primi anni di lavoro

Ciao a tutti!
Ho pensato a questo piccolo questionario per capire un po' come altri neo-insegnanti come me (anche i meno-neo ma che si ricordano i primi anni di precariato-gavetta) si sono trovati nel trasformare la TEORIA imparata sui libri, nella PRATICA della giungletta della classe.
Cosa avreste voluto studiare sui libri, che vi potesse DAVVERO servire nel vostro lavoro?

 Fatemi sapere cosa ne pensate!

Sentitevi liberi di rispondere attraverso messaggi, commenti o video di risposta! :-)


1)NOME:
2)ETà:
3)ANNO DI LAUREA:
4)ANNO DI IMMATRICOLAZIONE ALL'UNIVERSITà:
5)QUALE INDIRIZZO/NUOVO ORDINAMENTO:
6)ABILITAZIONE SU SOSTEGNO:
7)HAI LAVORATO DURANE L'UNIVERSITà?:
8)HAI FREQUENTATO LE LEZIONI?:
9)IN QUALE PERCENTUALE? :
     a)100%
     b)+ DI 80%
     c)TRA 30-80%
     d)MENO DEL 30%
10)ADESSO LAVORI?:
11)HAI SEMPRE LAVORATO DA QUANDO TI SEI LAUREATO?:
12)SE Sì, CON QUALI CONTRATTI?:
13)HAI SVOLTO IL TIROCINIO COMPLETAMENTE?:
14)PROGETTI DI TIROCINIO:
15)COSA PENSI DEL TIROCINIO? è UTILE?:
16)I LABORATORI SONO UTILI?:
17)DUE TITOLI DI LABORATORI CHE TI HANNO INTERESSATO DI PIù?:
18)TESI: TITOLO E AMBITO/ESAME DI RIFERIMENTO:
19)COSA HAI UTILIZZATO NEL LAVORO A SCUOLA DI QUELLO CHE HAI STUDIATO ALL'UNIVERSITà? (TECNOLOGIE DIDATTICHE, PRINCIPI PEDAGOGICI,METODOLOGIE DIDATTICHE PARTICOLARI...):
20)HAI AVUTO DIFFICOLTà IL 1° ANNO A CONCILIARE CONOSCENZE E MESSA IN PRATICA?:
21)COSA VORRESTI TI AVESSERO INSEGNATO ALL'UNIVERSITà?:
22)COSA VORRESTI ACCADESSE/FOSSE MESSO IN ATTO DURANTE I PRIMI ANNI DI LAVORO PER AIUTARTI A LAVORARE MEGLIO?:

martedì 3 settembre 2013

"Lettera all'insegnante di sostegno"

La lessi l'anno scorso,

giusto la sera prima di iniziare il mio primo anno come insegnante di sostegno.

La trovate su questo sito www.genitoricontroautismo.org

Inizia la scuola: lettera all'insegnante di sostegnoStampaE-mail
All’insegnante di sostegno, la mamma di un bimbo autistico comincia a pensare già prima che inizi l’estate."Chissà se sarà giovane abbastanza per stare dietro alle sue corse – si chiede mentre lava, stira, prepara la pappa o guarda il proprio bambino mentre dorme -  chissà se avrà la pazienza di comprenderlo nelle sue difficoltà quotidiane. Chissà se avrà quella dedizione che le consentirà di tirar fuori quello che solo l’amore può vedere in certi ‘bimbi speciali’".
 Nonostante le ferie, l’ombra dell’ansia per l’incognita dell’insegnante di sostegno, accompagna ogni mamma in modo costante.
Poi, arriva il momento dell’incontro. Quante speranze, quante aspettative e quanta fiducia in quella figura che entra a far parte della vita della tua creatura. In molti dicono che il futuro di certi bambini, spesso viene segnato dall’incontro di persone in grado di dare la svolta giusta. Così, ti vengono in mente quelle parole e voli con la fantasia pensando che sia proprio quella, che ti ritrovi davanti  il primo giorno di scuola, la persona che cambierà la vita di tuo figlio. Quell’insegnante prende le sembianze di un angelo…un angelo in grado di far volare alto il tuo bambino, di far realizzare i suoi, ma soprattutto i tuoi desideri.
Agli insegnanti di sostegno e non solo a loro, bensì a tutte quelle figure che si alternano nella quotidianità dei bimbi autistici (insegnanti curriculari, operatori, assistenti, etc), sono rivolte le significative parole di Jene Aviram della Natural Learning Concepts. Parole che racchiudono i sentimenti di tante mamme, bisognose di sapere solo che mentre loro sono a lavoro o in casa a fare le faccende domestiche, c’è chi con amore, si sta occupando del proprio bambino in maniera seria, professionale e amorevole.

 <<Provate a ripensare  a quando avevate 6, 8, 10 anni... Ricordate  la vostra maestra? Ricordate come la guardavate? Le sue parole erano per voi oro colato. Ricordate quando non avevate fatto i compiti o quando non stavate attenti? Le sue parole severe vi colpivano al cuore non per quello che significavano in sè, ma perchè voi desideravate disperatamente la sua approvazione.
La scuola finisce poì e si dimenticano quei giorni...ma oggi a  mio figlio è stato  diagnosticato l’autismo e mi ritrovo ad essere quella bambina di 8 anni: ho di nuovo disperatamente bisogno dell'approvazione della maestra, ma questa volta  non per me: per mio figlio!
E’ questo un sentire comune ai genitori dei bambini con autismo. Per cui, se sei un’insegnante.......QUESTO E' PER TE!
Mio figlio ha l'autismo. Non lo nego...lo so! Come potrei?  Lo vivo ogni giorno. Ho altri bambini. I miei amici hanno bambini, conosco la differenza!
Loro fanno delle domande, mio figlio no. Loro giocano insieme, mio figlio no. Loro condividono i loro pensieri...mio figlio non può. Mio figlio è diverso. Ha una sua propria missione da compiere e io sono felice di essere dalla sua parte. Sono entusiasta quando impara qualcosa di nuovo, non importa quanto piccola. Sono orgogliosa quando riesce a fare quello che mai avrei ritenuto possibile. Godo delle sue particolarità...ti prego, gioiscine con me! Per favore, considera i suoi sforzi.
Mio figlio ha molte sfaccettature. Ha debolezze e punti di forza. Ha deficit ed abilità. La gente addita sempre i suoi deficit, ma per favore...unisciti a me nel notare le sue capacità!
Maestra, nei nostri incontri...ti prego...permettimi qualche volta di riconoscere con te le sue qualità positive. Ogni qualvolta tu lo farai...io tornerò a casa come camminando per aria; se non lo farai, guiderò verso casa piangendo.
Mio figlio viene giudicato continuamente. Ti chiedo di non farlo anche tu! Stringiti forte a noi! Uniti faremo bene! Possiamo conquistare il mondo! Aiutami ad infondere sicurezza in mio figlio. Mostragli la sua grandezza. Prova a vedere dalla sua prospettiva, incoraggialo quanto più puoi. Facendolo, tu migliorerai la sua vita e costruirai in lui la fiducia. Lo motiverai e lo ispirerai e lui supererà le tue aspettative. Lui  ti sarà eternamente grato!!"

giovedì 29 agosto 2013

CERCO GIOVANI INSEGNANTI

Ciao a tutti!

Scusate, ma il titolo ci voleva proprio...
CERCO GIOVANI INSEGNANTI

cerco giovani insegnanti che, come me, hanno voglia di mettersi in gioco, di mettere in condivisione le proprie esperienze, di parlare del primo impatto con il mondo della scuola, di quello che l'Università ci ha-non ci ha portato.

In giro, soprattutto su FACEBOOK, trovo molte pagine arrabbiate (giustamente, non fraintendetemi) su quello che sta succedendo ai corsi di laurea, ai TFA/PAS  e via dicendo.
Ma NESSUNA, dove le "maestrine" appena arrivate nella scuola si raccontino, scambino opinioni e informazioni.

YOUTUBE è pieno di ogni genere di persona che racconta i fatti propri al mondo intero
 e viene anche VISUALIZZATO!
perchè noi, che avremmo DAVVERO qualcosa da raccontarci l'un l'altro
NON LO FACCIAMO???!! 

Eh già perchè questo blog, ma soprattutto il canale youtube teachermaia, nati per mettere in contatto TUTTI GLI INSEGNANTI, 20-80 anni, scuola dell'infanzia o liceo, nascono anche con il preciso intento di PORTARE BUONE PRATICHE: non solo nell'insegnamento, ma anche nel nostro lavoro e nella nostra professionalità.

Provate a digitare su GOOGLE :     YOUNG TEACHER, e contate quanti blog vi escono, e solo nelle prime pagine.

Sì, perchè all'estero la pratica e l'abitudine dell' AUTODOCUMENTAZIONE di insegnanti neoarrivati nella scuola è abbastanza comune, mentre qui no:

molto strano visto che le giovani maestre che ho potuto conoscere sono tutte prese dal mio stesso entusiasmo.

QUINDI, 
FATEMI SAPERE SE VI PUò INTERESSARE UNA QUALCHE FORMA
DI COLLABORAZIONE, E PERCHè NO,
MAGARI APRIRE VOI STESSE UN CANALE YOUTUBE
O UN BLOG

oppure RISPONDENDO A QUESTO 
VIDEO TAG!!!!!!!!!
 

martedì 20 agosto 2013

Diventare insegnante-Voglio fare la maestra

Ciao!
Ho deciso di creare questi due video intitolati "diventare insegnante-voglio fare la maestra" per rivolgermi a quelli che, finito il diploma o che per altri motivi, hanno desiderio di intraprendere la carriera dell'insegnamento: cosa serve a livello di formazione e abilitazione, e a livello personale.
Questo perchè non basta "amare i bambini" per essere un buon insegnante.
Con questo NON VOGLIO DIRE CHE IO NON AMI I BAMBINI! che sia ben chiaro!! è solo quello che penso io ed è quello sul quale avrò io stessa ancora molto da lavorare.



lunedì 19 agosto 2013

Diventare insegnante- Corso di laurea in Scienze della formazione primaria

Ciao ragazzi!
Il video del canale Passionescuola su youtube riguardo al nuovo ordinamento del corso di laurea in Scienze della Formazione primaria mi ha ispirato a fare due nuovi video...
In effetti mi sono concentrata più sulla parte del lavoro che quasi tralasciavo la fatica di quasi 5 anni all'Università.






Mi sono laureata due anni fa e ho preso subito dopo l'abilitazione all'insegnamento su sostegno, quindi ho pensato di poter essere d'aiuto a chi avesse in mente di scegliere la via dell'insegnamento!
a presto!